Gli ebrei del mezzogiorno dall’alto medioevo all’espulsione

L’alto medioevo vide attenuarsi la presenza ebraica nelle strutture socio-politiche. Esso fu però l’età d’oro della cultura: rinacque la lingua ebraica dopo essere scomparsa dall’uso quotidiano per 15 secoli. Molte poesie liturgiche composte in Puglia in quel periodo sono ancora in uso nella liturgia ashkenazita, cioè degli ebrei di Germania e di Polonia-Lituania.

Tra i secoli IX-XI a Oria fiorirono i poeti Shefatyah con suo figlio Amittay; a Venosa, Silano e Zevadyah; a Bari, Elyah ben Shemayah, Mosè ben Eliyah, Abraham ben Isac; a Otranto, Menachem Corizzi; a Siponto, Anan ben Marinos ha-Cohen.
Eminente come medico, scienziato e filosofo fu Donnolo
Shabbetay, nato a Oria ma formatosi a Rossano, in Calabria; compose, tra l’altro, il primo libro di medicina scritto in ebraico in Occidente.

Le scuole talmudiche pugliesi erano così rinomate, che le accademie di Fustat in Egitto, di Kairawan in Tunisia, di Cordova nella Spagna musulmana, si vantavano di avere avuto maestri di Bari. Il francese Rabbi Tam (d. 1171) ricordò l’autorevolezza delle scuole rabbiniche pugliesi citando un detto allora in voga: “Da Bari esce la Torah e la Parola del Signore da Otranto”, che parafrasava i profeti Isaia (2,3) e Michea (4,2): “Da Sion uscirà la Legge e la parola del Signore da Gerusalemme”.

Nell’XI secolo il Mezzogiorno fu conquistato dai Normanni, i quali imposero agli ebrei la loro tutela, in cambio di una tassa speciale, e largheggiarono nel donare ai vescovi le decime sui proventi delle loro attività.

Ai Normanni successero gli Svevi, tra i quali primeggia
l’imperatore Federico II.
Dopo un primo allineamento con le posizioni discriminatorie della Chiesa, Federico riconobbe agli ebrei nelle Costituzioni Melfitane (1231) una precisa personalità giuridica garantita dalla legge, e benché fossero ancora considerati inferiori di fronte ai
cristiani, a questi li parificò nel diritto di difesa e di protezione.

Gli Angioini, impadronitisi del Regno nel 1266, riuscirono a portare al cattolicesimo molti ebrei, ma nei primi decenni del XIV la crisi fu superata, anche con l’apporto di profughi dalla Spagna, sud della Francia e Germania.
Quando nel 1492 tutti gli ebrei furono espulsi dal mediterraneo spagnolo, gli Aragonesi del regno di Napoli li accolsero e tutto il Mezzogiorno si costellò di comunità.
La conquista spagnola di Napoli nel 1503 segnò il tramonto dell’Ebraismo nelle nostre terre: ci fu una prima espulsione da parte di Ferdinando il Cattolico nel 1510 e poi quella definitiva e totale, da parte di Carlo V, nel 1541. Dal Mezzogiorno gli ebrei se ne partirono per raggiungere chi l’impero Ottomano, chi le terre della Chiesa, chi Venezia.

Foto: Cippo funerario di ‘Anna figlia di Rabbi Giulio’ con menorah (candelabro), shofar (corno) e testo epigrafico in ebraico e sulla sommità, in latino (Oria, sec. VIII – IX).

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