La sinagoga ‘scola nova’

Scola Nova si presenta come un tipico edificio del romanico, pugliese in particolare: due livelli a pianta rettangolare voltati a botte, facciata a cuspide, tetto a ‘chiancarelle’ e aperture a monofore sono elementi comuni all’edilizia civile locale e a quella di altre sinagoghe medioevali europee. All’interno le pareti laterali sono scandite da due arconi per lato, a sesto acuto al piano superiore, a tutto sesto al piano terra. Le numerose nicchie ed aperture dei due livelli, ora murate, comunicavano con alcuni locali degli edifici adiacenti destinati forse al Talmud Torah, per lo studio della Legge, o alla mehizah. Quest’ultimo era un vano riservato alle donne e separato dall’aula della sinagoga da aperture chiuse con fitte grate o sportelli.

L’edificio è orientato in direzione sud-est, verso Gerusalemme, e al piano superiore campeggia l’Aron ha-qodesh, l’arca santa, l’armadio-tempietto in cui si custodiscono i rotoli della Torah. Gli elementi che lo compongono – bifora a doppia ghiera con colonnine binate e timpano triangolare ora scomparso – sono quelli della tradizione locale, ma l’immagine complessiva rimanda a miniature e a sinagoghe come quelle di Sopron, in Ungheria.

Anche a Trani l’Aron, di inusitata altezza da terra, doveva avere una serie di gradini per permettere un agevole accesso ai rotoli. La nicchia centrale conserva gli stipiti delle ante in legno che la chiudevano e le sedi dei perni scavate. Nessuna traccia, invece, della bimah, il pulpito su cui cantore e rabbino salivano per le letture bibliche, le preghiere, i canti e le omelie. Era solitamente una struttura in legno, come mostrano molte miniature, e la sua posizione era variabile, ma, qui, doveva essere centrale e completava l’aula, con l’Aron ad oriente ed i banchi in legno laterali, come in molte sinagoghe europee, come a Praga e Worms.

La scala esterna, che ora permette l’accesso all’aula della sinagoga al piano superiore, è chiaramente una aggiunta posteriore: sotto il pianerottolo, un ampio arco falcato doveva costituire l’ingresso originario all’edificio dal piano terra. La presenza di un vano voltato interrrato fa pensare al miqweh, una stanza con una o più vasche d’acqua per le abluzioni rituali. Attualmente Scola Nova è tornata alla originaria funzione di sinagoga ed affidata alla Sezione di Trani della Comunità Ebraica di Napoli.

Foto: Scola Nova: interno dell’aula con l’edicola dell’Aron ha-qodesh (fotografia del 1992).

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